Da poche ore è terminata la tradizionale ed antica festa del co-patrono di Valenza e anche Chiese In Rete vuole raccontare questa giornata. Se gli altri media, giustamente, si sono soffermati sugli aspetti più “folkloristici”, come la presenza degli sbandieratori o della rievocazione storica della battaglia tra Odoacre e Teodosio, a noi interessa posare lo sguardo su quanto è accaduto durante la Celebrazione Eucaristica.

Come ha ricordato il dott. Lenti all’inizio della cerimonia, l’offerta dei Ceri al Santo patrono affonda le radici in epoca remota e gli Statuti della nostra Città indicavano, minuziosamente, come si dovesse svolgere questo gesto. Qui di seguito il suo discorso:

In epoca medievale gli Statuti della nostra città prescrivevano che in occasione della festa patronale di san Massimo si preparassero una serie di ceri, decorati con fiori colorati a rilievo, a spese della Comunità, dei mugnai, dei coloni, dei massari, dei proprietari e dei coltivatori diretti e indiretti, e degli artigiani di ogni arte.

Il giorno della festa si faceva una solenne processione, alla quale dovevano partecipare il Prevosto, i Canonici, i Chierici della Chiesa e tutti gli altri regolari e secolari di Valenza, assieme al Rettore, ai Sindaci e agli Anziani della Comunità e ai Consiglieri Comunali per portare i ceri nella Chiesa di Sanza Maria Maggiore. Per ultimo si doveva portare il cero più grande, che doveva avere le quattro insegne del Duca di Milano, del Feudatario di Valenza, del Rettore e del Comune. Alla processione dovevano partecipare il trombettiere del Comune e i suonatori di strumenti musicali.

Con l’offerta dei Ceri Fioriti i valenzani intendevano dimostrare a San Massimo la loro gratitudine per aver salvato la città dalle incursioni barbariche, con una dimostrazione di unità e concordia di tutta la popolazione valenzana, che vedeva accomunate le diverse arti e professioni e i diversi ceti sociali, le autorità religiose e quelle laiche.

Oggi come allora la cerimonia, adattata ai tempi moderni, ma sempre nel rispetto della tradizione, mantiene intatto il suo significato.

E rispettando pienamente questa tradizione, a porgere il loro omaggio al Santo si sono presentate 26 tra Associazioni, Organizzazioni, Servizi e Rappresentanti delle istituzioni cittadine, coordinati dagli Scout “Valenza 1”. Davanti al Patrono sono stati deposti i seguenti ceri, offerti dalle varie realtà cittadine:

  • del Clero Valenzano, presentato dal Prevosto del Duomo, mons. Massimo Marasini,
  • della Città, presentato dal Sindaco, Gian Luca Barbero
  • degli Agricoltori, presentato da Amelio Crivelli
  • degli Artigiani e Orafi, presentato da Pietro Curti
  • dei Commercianti, presentato da Gian Paolo Brunoldi
  • delle Scuole ed Istituti, presentato dalla Dirigente Scolastica dott.ssa Maria Teresa Barisio
  • dei Giovani della Città, presentato da Alessia Bosco
  • delle Confraternite, presentato dal Priore della Confraternita della SS. Trinità Italo Rota
  • del Servizio agli Anziani, presentato dal Presidente della Fondazione Anziani, ing. Cesare Bacigaluppi,
  • del Servizio agli Ammalati, presentato dalla dott.ssa Monica Lenti
  • del Servizio ai Bambini, Ragazzi e Giovani, presentato dalla A.S.D. Fulvius
  • dei Carabinieri in congedo, presentato dal Maresciallo in congedo Alfredo Torchio
  • dei Bersaglieri in congedo e non, presentato da Luciano Zaghetto
  • dell’Associazione Nazionale Alpini, presentato dall’alpino Dino Vaccinello
  • delle Forze di Pubblica Sicurezza, presentato dal Capitano Emilio Darino
  • del Volontariato cittadino, presentato dal Vice-Presidente della Consulta Comunale, Federico Violo
  • della Protezione Civile, presentato da Nicolò Momenté
  • dell’AVIS, presentato da Maria Teresa Banchieri
  • della Croce Rossa Italiana, presentato da Achille Schiavoni
  • dei Vigili del Fuoco, presentato da Andrea Gatti
  • della Promozione del Territorio, presentato da Viviana Colombo
  • del Lions Club Valenza Host, presentato dal dott. Massimo Perracchino
  • del Lions Club Valenza Adams, presentato da Giuseppe Cirri
  • del Rotary Club, presentato da Luca Rossi
  • della Promozione della Cultura, presentato da Elisabetta Cassola.

Alcune immagini di questi momenti:

Il Vescovo, mons. Gallese, ha tenuto l’Omelia parlando a braccio, partendo dal comune bisogno di felicità che unisce credenti e non credenti e che, realisticamente, può essere terreno di incontro e collaborazione fra le varie componenti della società valenzana. Abbiamo chiesto a Paola Bianchi di riportare i passaggi salienti:

“Quando è stata l’ultima volta che vi siete chiesti se siete felici?” Queste le parole del Vescovo Guido durante l’omelia per la S. Messa  nella ricorrenza di San Massimo domenica. Il Vangelo era quello delle Beatitudini in cui Gesù stravolge ogni volta tutte le nostre certezze… Beati quelli che… “Beato significa felice” – ha sottolineato il Vescovo – e ha richiamato la necessità, per noi cristiani, di essere felici proprio dove ci troviamo, nella nostra parrocchia, con le persone che il Signore mette al nostro fianco: dobbiamo amare, amare nonostante le fatiche, camminare insieme ed imparare a vivere il Vangelo è a testimoniarlo nella nostra vita.

Sicuramente, la festa di San Massimo ha rappresentato un bel punto di partenza per provare ad essere felici nelle nostre comunità che domenica hanno visto la collaborazione e la partecipazione della Municipalità e di tutte le associazioni di volontariato che si impegnano quotidianamente al servizio della nostra città.

Terminata la Celebrazione, la Parrocchia ha offerto un piccolo rinfresco nei locali dell’Oratorio maschile di Viale Vicenza.