Ora è ufficiale: il Centro Estivo (d’ora in poi CE) aprirà i suoi battenti il 12 giugno 2017 ed accoglierà i bambini ed i ragazzi fino al 21 luglio compreso.

Alcune novità, a partire dalla giornata di presentazione del CE che si celebrerà il 14 maggio prossimo dalle 15 alle 18 presso l’Oratorio Maschile di Viale Vicenza, continuando con la possibilità di un servizio mensa (ma su questo scriveremo e daremo maggiori dettagli più in là), arrivando alla grande festa di chiusura del pomeriggio del 23 luglio, passando per alcuni volti nuovi tra gli Educatori ed alcune presenze “storiche”.

Per conoscere un po’ meglio di cosa si tratti, abbiamo intervistato Luisa, la responsabile del CE e, in un certo senso, il suo “volto”.

Chiese in Rete – Da dove nasce l’esperienza del CE?

Luisa – Tutto nasce dall’intuizione di don Luigi Frascarolo, che all’inizio degli anni ’60, era il 1961 o 1962, in concomitanza con la nascita della Comunità Parrocchiale, aveva visto che i ragazzi erano come abbandonati nei mesi in cui non c’era scuola, cioè giugno-luglio e settembre. Ha quindi cercato di raccoglierli per tenerli insieme, per non disperderli durante l’estate e nell’ex Oratorio Femminile ha creato la prima esperienza del Centro Estivo, che ai tempi si chiamava “Colonia”. La cosa interessante è che fin dall’inizio la struttura della giornata è stata quella che ancora oggi viviamo: dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18. Originariamente la Colonia funzionava anche a settembre, perché la scuola iniziava ad ottobre. Il CE è sempre vissuto grazie ai contributi di benefattori, perché per volere di don Luigi, si chiedeva, alle famiglie che potevano, di pagare una piccola quota o un’offerta, privilegiando comunque e sempre le famiglie povere. Erano quelli gli anni di una grande immigrazione e di disagi sociali notevoli. A Valenza c’erano molti che potrei definire “ragazzi di strada”, problematici all’ennesima potenza. È per loro che è nata la Colonia…

CiR – E tu quando entri in gioco?

L – Io sono entrata in questa esperienza nel 1975 e posso dire che in questi anni, al di là del nome, nulla è cambiato rispetto allo spirito che ci ha mosso. In quegli anni insegnavo alla Sacra Famiglia e la Colonia era stata “trasferita” all’Oratorio Maschile, già con la piscina ed il parco giochi. Ricordo che eravamo pochissime insegnanti con un centinaio di bambini, con un carico di impegno notevole… carico che, a ben pensarci, non è cambiato per niente nel corso degli anni [ride, NdR]. I primi ragazzi che ho avuto erano della classe del ’66.

CiR – Che fine hanno fatto questi bambini?

L – I miei ragazzi, cresciuti, sono diventati genitori e di molti ho i figli al Centro Estivo adesso… Certo, alcuni se ne sono andati da Valenza, ma se tieni presente che avrò “visto” più di mille bambini in questi quarant’anni, il fatto che abbia i loro figli qui con me oggi è significativo. Questi papà e queste mamme mandano i loro figli al Centro Estivo perché ricordano quello che loro hanno vissuto e ricevuto…

CiR – Cosa hanno trovato secondo te? Insomma: perché gli “ex ragazzi” mandano i loro figli al CE? O se vuoi, cosa trovi tu nel CE?

L – Partiamo dalla seconda domanda. A me il CE da molto, ha sempre dato molto. Io amo moltissimo lavorare con i bambini, è il mio vivere. Mi ricordo che quando, da ragazza, ho scelto l’Istituto Magistrale mio papà mi ha detto: “Ricordati che una piantina la raddrizzi, un bambino lo rovini”. Queste parole mi sono rimaste sempre molto impresse, ho sempre vissuto il mio lavoro con i bimbi con questa attenzione.  Penso che, nonostante il mio carattere molto forte, allora bisognasse “entrare di brutto” in molte situazioni; nel corso degli anni qualche cosa ho lasciato nei ragazzi, perché comunque questi, diventati genitori, mandano i loro figli al CE. Penso che negli anni abbiamo trasmesso sicurezza. Non da sola, perché, chiaramente, il CE è sempre stato gestito da una squadra. Siamo riusciti, insomma, a trasmettere e far vivere dei valori a quei ragazzi che, a loro volta, desiderano far vivere ai loro figli. Guardandoci intorno vediamo tutti che i luoghi in cui si educa non sono molti. La scuola forse non da più quello che dovrebbe dare, la società ha reso alcuni valori degli optional o, addirittura, indica come buono quello che normalmente è considerato un disvalore. Questa è un’esperienza accanto a poche altre (ad esempio l’oratorio) in cui i genitori non pensano solo di “parcheggiare” i loro figli o di risolvere un problema di baby-sitting per il periodo estivo. Qui sanno che la giornata  inizia con il Segno di Croce e la preghiera; sanno che il comportamento dei ragazzi tra di loro e degli educatori con i ragazzi è improntato al rispetto… penso che li mandino per questa concretezza, questa serietà sia dell’Ente Parrocchia, oggi, della San Vincenzo, per tutti gli anni passati, sia delle persone che vi lavorano e che vi hanno lavorato.

CiR – Hai già nominato un paio di volte il lavoro di squadra… possiamo sapere chi fa parte della squadra del CE 2017?

L – Helga Radisone, Giulia Cavarretta, Pino Turetta , Debora Borra, Diego Pino, Elena Tufano, Mariam Quagliotto, Luisa Lanzavecchia. Ci sono poi tre ragazze che in quel periodo sosterranno l’esame di maturità e che hanno assicurato a loro presenza non appena termineranno: Martina, Elisa, Ludovica.  Anche tre o quattro ragazzi di terza media mi hanno chiesto di poter venire a dare una mano (questo è bello ed interessante…). La squadra, insomma, è corposa: ci sono otto responsabili e poi molti ragazzi e ragazze che, avendo ricevuto loro il servizio come utenti, adesso si mettono a servizio degli altri ragazzi, ne nomino alcuni, ma sono tanti e bravi…: Letizia, Carola, Annagiulia, Sara, Matteo, Chiara, Federica….

CiR – Ritornando ancora al passato: qual è stato lo scoglio più grande contro il quale ti sei imbattuta e qual è stata la cosa più bella che sia successa in questi quarant’anni?

L – Grossi scogli non ne ho mai avuti, perché quando ti metti a servizio con serenità, quando il lavoro che fai ti piace e ci metti passione, i problemi diventano in qualche modo superabili. Devo essere sincera: qualunque cosa ho chiesto nel corso degli anni mi è sempre stata concessa. Per il bene dei bambini è stata rifatta una piscina, si sono affrontate spese grandi per ripristinare alcuni muri di contenimento che avevano ceduto sulla rocca….penso che per il CE si sarebbe trovato il modo di migliorare, sempre per il bene dei bambini e per metterli in sicurezza. Sempre… Ripeto: non ho memoria di grossi scogli. Ho la certezza di aver avuto la fiducia dei parroci e della San Vincenzo, ciò è stato molto importante. La soddisfazione più bella, anche se potrebbe suonare un po’ presuntuoso, è il poter fare il CE anche quest’anno, nonostante i miei vari ripensamenti, i miei problemi personali… è, insomma, il riconoscimento dei genitori e dei bambini che ti incontrano per strada e ti abbracciano, la consapevolezza di essere ancora capace di dare qualcosa a questi bambini, a questi ragazzi. Quello che mi aspetto, poi, dal futuro è che questa esperienza continui con: lo stile, la serietà, l’amore, la passione, la gioia…qualità che hanno sempre contraddistinto le educatrici del nostro Centro Estivo.


CentroEstivo2017

La Locandina Ufficiale di quest’anno!


Alcune foto degli scorsi anni del Centro Estivo