Anche se un po’ te lo aspetti o lo speri, fa sempre un certo effetto ritrovarsi con una sessantina di bambini tra i 2 ed i 14 anni (le età sono stimate, ma qualcuno con il “ciuccio” c’era…). Se poi anche i genitori decidono di passare un pomeriggio insieme a loro, è davvero festa.La cosa più bella, al di là dei numeri, è vedere che per un pomeriggio ci si può guardare in faccia, ridere, correre (e sudare, come hanno fatto notare le mamme) senza sentire la necessità di controllare la mail sul cellulare o condividere un selfie sui social. Ritrovare, insomma, la dimensione reale ed umana dei rapporti, cosa nella quale i bambini sono maestri. E così giochi assolutamente “normali”, diventano occasione di un’esperienza che scalda il cuore, perché chi li ha organizzati lo ha fatto avendo davanti le “faccette” di quei bambini, già conosciuti al Centro Estivo o al Catechismo.

E anche i genitori non si sono tirati indietro. Perché, più di qualcuno lo ha fatto notare, si rischia di non riuscire a trovare il tempo per giocare con i propri figli. Sapere che ci sia un luogo in cui non soltanto si lasciano i propri figli con una certa tranquillità, ma nel quale sia possibile passare del tempo con loro e con altre famiglie portando a casa qualche grammo di serenità: questo, penso, sia un po’ la sintesi di questa giornata. Almeno mi pare di poterla leggere così dai volti che ho incrociato tra una caldarrosta ed un pane&nutella.

Certo, a “costruire” questo clima sono state anche le parole di don Massimo, che ha presentato le linee guida per la (ri)nascita dell’Oratorio come esperienza famigliare; è stata certamente la testimonianza di Santiago, il giovane seminarista che più che raccontare qualcosa si è raccontato a qualcuno; sono state sicuramente le testimonianze di Nicola e Davide che hanno deciso di prendersi la responsabilità di aiutare altri genitori ad essere educatori nella fede dei loro figli; è stata per certo la proposta di Luisa di “creare” uno spazio per i bambini della prima e seconda elementare. Ma nessuno di questi elementi, da solo, avrebbe reso speciale questo pomeriggio. E forse sta proprio qui il segreto di una proposta educativa cristiana: scoprire che in tanti è meglio. Forse perché Gesù aveva promesso che quando due o tre stavano insieme nel Suo nome, Lui sarebbe stato lì in mezzo a loro…

lm