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Prima regola di un blogger: non scrivere mai su argomenti nazional-popolari come calcio, politica o… Halloween, perché si rischierebbe di dire solo un sacco di banalità.

Qui, però, mi pare di essere esentato: quello che ho intenzione di scrivere non è una discussione teorica sui significati profondi di questa festa (troppo pagana, ex-cristiana, troppo cristiana e via sfumando), ma il racconto di una serata che (spoiler…) è stata veramente un angolo di Paradiso.

Un centinaio di persone che si trovano a far festa è già, di per sé, qualcosa che vale la pena di raccontare e documentare, soprattutto se si spazia dai 2 ai ** anni (per questioni di privacy non posso dire l’età della signora più anziana della serata, ma diciamo che aveva compiuto i 18 anni già da qualche tempo). Se poi ad animare la serata ci sono gli Spiriti del Sole (grandissimi, ragazzi!), qualche Scout (che bello avervi visto!) ed un seminarista esperto in balli di gruppo (sì: si può essere seminaristi e ballare cose tipo QUESTA), si rischia anche di andare a finire sulle cronache locali. Aggiungi il fatto che si è mangiata un’ottima pizza, che c’erano bambini, ragazzi e genitori di tutte le Parrocchie della città e che anche i Sacerdoti avevano il loro bravo costume, e rischi il titolo a piena pagina.

Ma, direbbe San Francesco, uno dei tre o quattro presenti, anche così non è “perfetta letizia”. Quello che, mi pare, ha reso veramente un angolo di Paradiso la serata è stato altro. Certo, quasi tutti i bambini/ragazzi avevano il loro costume da Santo, così come molti adulti, e questo già potrebbe essere un inizio. Il fatto è che i vestiti erano fatti veramente bene: curati, pensati, ricercati, messi insieme da mani più o meno esperte, ma certamente con cuore. Mi ha colpito vedere come le famiglie, le mamme, le nonne (non se la prendano i papà…) abbiano speso qualche ora del proprio tempo a cercare foto, quadri, agiografie per confezionare un vestito significativo, che “parlasse”, che raccontasse con la stoffa la vita di quella persona. Da nostalgico quale sono mi sono venute in mente certe vetrate di alcune Cattedrali, dove basta un ramo di palma tenuto in mano per farti capire che quel Santo era un martire, un bastone dal quale spuntano dei gigli per riconoscere San Giuseppe e avanti così. Un lenzuolo bianco bordato di una doppia striscia di raso blu ha immediatamente richiamato alla mente Madre Teresa; un paio di scarponi da montagna, una cartella di cuoio e un libro hanno fatto rivivere la memoria di Pier Giorgio Frassati; un mantello e delle conchiglie hanno richiamato il pellegrino per eccellenza, San Giacomo. L’elenco, ovviamente, non è completo, né tantomeno è una “classifica”: semplicemente è il frutto di quegli strani meccanismi della memoria che, mentre le dita corrono sulla tastiera, fanno ritornare a galla alcune immagini di un’esperienza veramente toccante.

E perché di questa non si perda memoria, pubblico qui di seguito alcune foto.

lm