Abbiamo chiesto a Federico Violo di aiutarci a ripercorrere il mese appena conclusosi: un mese in cui tante cose iniziano, un mese con due appuntamenti con due valenzani di rilievo.


Il mese di gennaio appena trascorso ha offerto alla nostra comunità la felice opportunità di vivere nelle Festività in onore del Beato Gerardo Cagnoli e di San Massimo un momento di salutare riflessione e di luminoso conforto per il cammino.

Dei molti aspetti che la vita e l’esempio del Beato Gerardo e di San Massimo, ben posti in evidenza nelle rispettive liturgie dalle parole di S.E. monsignor Guido Gallese e di monsignor Massimo Marasini, propongono alla nostra attenzione vorrei evidenziare due verbi che esprimono entrambi il desiderio di azioni concrete: ascoltare e costruire.

Ascoltare è una azione in sé umile, ma al tempo stesso premurosa e preziosa e che rappresenta qualcosa di più inteso di un mero “stare a sentire”. L’ascolto infatti apre a una sincera comprensione e conduce a quella intima e profonda condivisione che avvicina i cuori. Questo è il cammino che ci indica il Beato Gerardo, lui che fu per un tratto della sua vita portinaio e uomo dell’ascolto, dell’incontro e di accoglienza.

Due alti esempi
capaci di interrogare
anche la nostra contemporaneità

La storia di San Massimo, d’altro canto, è l’esperienza di colui che esprime la propria vicinanza nella cura per il popolo che il Signore gli ha affidato, di colui che non volge lo sguardo altrove, ma opera alacremente per la ricostruzione, sia fisica che spirituale, della comunità.

Si tratta di due alti esempi capaci di interrogare anche la nostra contemporaneità, alla cui sequela ciascuno di noi in modo singolare e personale è chiamato.

Difronte alle grandi e piccole fragilità da cui ben sappiamo essere attraversati i nostri territori e le nostre comunità, l’ascolto, la docile e sollecita disposizione a edificare per la concordia, la cura del prossimo, e vale a dire, letteralmente, di coloro che a noi sono più vicini, sono quel balsamo donatoci dallo Spirito che aiuta a comprendere l’importanza della semplicità sulla strada di una società fondata nella carità.

Le sfide che attendono la nostra comunità meritano infatti di essere affrontate nella luce della Carità che il Beato Gerardo e San Massimo con la loro vita hanno saputo indicare.

Federico Violo