Pubblichiamo le prime immagini del restauro effettuato sull’Altare del Rosario del Duomo di Valenza a cura del Laboratorio Martella Pietroniro in Alessandria. E alla fine dell’articolo, una sorpresa (save the date…)

Altare monumentale della Madonna del Rosario, con statue laterali dello scultore Valenzano Giovan Battista Comolli. Relazione sintetica del restauro:

Nella sua forma attuale l’altare risale nella sua ultima versione agli inizi del sec. XIX quando si volle riporre la reliquia di San Giacomo in apposita nicchia centrale con grata (ora il reliquiario è nel tesoro del Duomo) e si commissionò nel 1814 allo stuccatore lombardo Cremona una serie di abbellimenti tra i quali le due poderose statue laterali raffiguranti le virtù cardinali della carità (a sinistra) e della giustizia (a destra) al centro ora restaurata la tela della Madonna del Rosario del 1620 di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.

Lo stato conservativo dei due altari nel complesso risulta mediocre.

Lo stato delle superfici risultavano omogeneamente offuscato, sia a causa degli strati di polvere grassa e sporco che uniformano i colori su toni scuri che dall’ingiallimento e ossidazione della vernice di protezione date nell’ultimo restauro presente negli elementi architettonici. Il tutto ha causato problemi di prosciughi e disomogeneità. Sono inoltre evidenti su tutta la superficie graffi, escoriazioni e piccole cadute di materia.

Le superfici dorate dei decori plastici presentavano qualche fenomeno di sollevamento con distacco di scaglie e piccole crettature. Risultavano inoltre polverose e annerite dall’ossidazione dei vecchi protettivi che disturbano la lettura dell’apparato decorativo a foglia.

La statuaria versava nel medesimo stato conservativo degli altri elementi che compongono gli altari. La superficie risulta coperta da depositi coerenti e sono evidenti residui disomogenei di scialbature.

Intervento di pulitura e consolidamento

Ogni intervento di pulitura ha mirato ad eliminare le sostanze che causano degrado all’opera.

Il primo intervento sulla totalità della superficie è stato la depolverizzazione, operazione che è avvenuta meccanicamente per mezzo pennelli a setole morbide e aspiratori, volta all’eliminazione degli strati di polvere resasi ormai coerente. Le superfici interessate da depositi compatti sono state poi adeguatamente trattate con mezzi solubilizzanti, scelti in base ai test preliminari e/o tramite rimozione meccanica. Al fine di rimuovere depositi di sporco e protettivi ossidati, anche le superfici dorate sono state trattate solo dopo aver svolto dei test preliminari attraverso l’uso di solventi a bassa tossicità. Per quanto riguarda l’apparato scultore osi è rimosso lo scialbo esistente per rimettere in luce la finitura originale.

La risarcitura dei difetti di adesione negli stucchi è stata eseguita mediante impiego di resine acriliche in emulsione acquosa (Acril 33) per mezzo di pennelli, siringhe o pipette. Mentre la riadesione di frammenti distaccati o pericolanti, mediante iniezioni di malte idrauliche o resine epossidiche ed eventuali imperniature se necessarie.

I sollevamenti della pellicola dorata che riveste gli elementi plastici sono stati trattati per iniezione di resine acriliche in emulsione acquosa interponendo, se necessario, un foglio di carta giapponese e facendo quindi pressione per agevolare la riadesione e far fuoriuscire l’eventuale eccedenza di prodotto.

Una volta concluso l’intervento di riadesione e consolidamento sono state, dove presenti, rimosse le stuccature considerate non più idonee per configurazione o per composizione chimica.

Le nuove stuccature sono state realizzate con malte di natura adeguata all’opera. Le lacune di profondità trattate con stesura di malte a base di legante idraulico, mentre quelle di superficie mediante grassello e polvere di marmo a granulometria variabile a seconda delle esigenze. Le nuove superfici sono state livellate ad imitazione della superficie originale.

L’intervento di reintegro pittorico è stato concordato con il funzionario preposto alla tutela del bene, così come l’integrazione delle lacune mediante colori ad acquarello per tratteggio nelle lacune reintegrabili o per velature.

 

Bonus tip: festeggeremo il restauro dell’Altare il 15 settembre alle 21. Maggiori informazioni a seguire, ma, per ora, gli amanti della musica barocca si segnino la data sul calendario!