Don Giuseppe De Luca

«La famiglia va dunque amata, sostenuta e resa protagonista attiva dell’educazione non solo per i figli, ma per l’intera comunità. Deve crescere la consapevolezza di una ministerialità che scaturisce dal sacramento del matrimonio e chiama l’uomo e la donna a essere segno dell’amore di Dio che si prende cura di ogni suo figlio. Corroborate da specifici itinerari di spiritualità, le famiglie devono a loro volta aiutare la parrocchia a diventare “famiglia di famiglie”» (Conferenza Episcopale Italiana, Educare alla vita buona del Vangelo)

Metti una sera, attorno ad un tavolo, una ventina di catechisti e genitori a chiedersi seriamente come annunciare e testimoniare Cristo oggi. E metti che non ci si trova a “piangersi addosso” su ciò che non funziona, ma si prova, guidati da don Giuseppe, a mettere a fuoco l’essenziale del ruolo del catechista e della catechesi nella comunità cristiana. Ciò che viene fuori è il tentativo, a parere di chi scrive, riuscito, di andare alla fonte della catechesi, cercando in primo luogo di vedere quali siano le attese e le aspettative dei genitori e dei bambini/ragazzi da una parte e quelle dei catechisti e della Comunità ecclesiale dall’altra. Sono stati fatti esempi concreti, discutendo e mettendo in comune l’esperienza pastorale di don Giuseppe e quella “sul campo” dei catechisti.

Questo, in estrema sintesi, ciò che è successo stasera, martedì 19 febbraio, durante il primo di tre incontri dedicati a chi, a diverso titolo, si trova a “fare il catechista”. Non solo, cioè, le persone espressamente individuate ed inviate, ma anche genitori ed educatori. Al prossimo appuntamento, dunque: martedì 19 marzo.